Siamo un movimento di giustizia sociale
ed operiamo negli ambienti a rischio di disumanizzazione

Per (ri)portare umanità in questi contesti utilizziamo strumenti quali l’ascolto, la mediazione e l’empatia, nel tentativo di dare valore a tutte le relazioni interpersonali che ci circondano.
L’etica a cui facciamo riferimento è quella “Ubuntu”. Per EssereUmani l’Ubuntu rappresenta allo stesso tempo il punto di partenza e quello di arrivo: tutte le nostre azioni sottendono il rispetto reciproco e l’idea che ci sia un legame di condivisione che unisce tutta l’umanità. Questo legame deve essere compreso da tutti, affinché la società non risulti più suddivisa in categorie più o meno “forti” e “potenti”, ma al contrario sia in grado di accogliere tutti allo stesso modo, dando un posto al disordine che ognuno si porta dentro. “Ubuntu” è un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sull’idea che sia ragionevole trattare gli altri così come vorrei essere trattato. L’Ubuntu è l’etica che i due premi Nobel per la pace Nelson Mandela e Desmond Tutu hanno trasformato in azione concreta per superare gli orrori dell’apartheid.

IL NOSTRO MANIFESTO

Un quadrotto con rappresentazione grafica (per ora provvisoria, poi arriveranno quelle dell’accademia delle belle arti) per ogni principio del manifesto:

EMPATIA

Mi riconosco nell’altro. Sono consapevole delle mie emozioni e le rivedo in chi mi sta di fronte, senza mai giudicarle.
Perché credo nell’empatia.

MEDIAZIONE

Sono aperto all’incontro. Penso che il modo migliore per superare un conflitto sia il confronto.
Perché credo nella mediazione.

LENTEZZA

Mi fermo e vivo il silenzio. Non ho la reale necessità di correre dietro ai ritmi frenetici del mondo ma voglio trascorrere tempo di qualità.
Perché credo nella lentezza.

BELLEZZA

Sono capace di meravigliarmi. I dettagli e le piccole cose, che suscitano in me stupore, mi ricordano che sono parte di un’umanità più grande.
Perché credo nella bellezza.

PERDONO

Voglio essere libero. Non portare rancore mi consente di aprire una strada verso il mio futuro e di guardare l’altro da un’altra prospettiva, quella comune.
Perché credo nel perdono.

RISPETTO

Accolgo la diversità. Di fronte all’arroganza che vuole sopraffare il più debole, ho il diritto di amare ed essere amato per quello che sono.
Perché credo nel rispetto.

ASCOLTO ATTIVO

Curo le mie relazioni. Quando sono con qualcuno mi sintonizzo con i suoi pensieri e lascio che le sue parole mi arricchiscano.
Perché credo nell’ascolto attivo.

RESILIENZA

Trasformo le difficoltà. Sono in grado di cogliere positivamente le opportunità che la vita mi offre, anche in circostanze avverse, pur mantenendo la mia umanità.
Perché credo nella resilienza.

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